lunedì 31 gennaio 2011

What?

Siamo tutti nello stesso rigagnolo, ma alcuni di noi fissano le stelle.
- Oscar Wilde

No, io non miro le stelle. Ho paura di quell’immensità. Ho paura del cielo così concavo. Guardo il mio riflesso che traballa sull’acqua fra mille luci argentee. E’ inesatto, mi stravolge il viso, rende i colori lievi e sbiaditi come gli scritti di qualcuno che aveva sete di vivere, ma ha racchiuso tutto in un quaderno che ora porta con sé solo l’inchiostro scialbo e il profumo di un qualcosa di infausto. Non è una sottigliezza, quella fra il mio riflesso nel rigagnolo e me. Lui sorride grazie a qualche tenue corrente al disotto dell’acqua, io sono seria. Lui è solamente un riflesso e se volessi, potrei infrangerlo con un semplice tocco. Lui non deve vivere, nasce da me, così – senza nessuna difficoltà. Sono io quella che cerca di imparare a vivere. Lui rispecchia solo il mio esterno: i miei occhioni grigi e vuoti, le mie labbra di pesca, i miei capelli che vanno ad appoggiarsi sulle spalle. Perché voi altri mirate le stelle? Cosa vi aspettate da questa vita? Forse cercate solo un composto conforme alle vostre aspettative, alle vostre richieste, che presto però vi verrebbe a noia. Forse cercate la risposta a un vostro perché. Aspettate che da quel buio nero esca un’immagine dalle forme incantevoli, vestita di veli leggeri e vergini, che vi irradi la soluzione. La soluzione a cosa, però? Cerchiamo sempre una parola, una certezza, il concreto. Non ci fidiamo del lento scorrere del tempo, non ci fidiamo del vento che ci trasporta come foglie di un monotono dì d’autunno. Abbiamo la necessità di toccare il concreto con mano, di assaporare quel suo odore nauseante e così pieno di verità e allo stesso tempo di illusioni. Viviamo su un filo fragilissimo, cercando delle certezze. Non ci piace l’idea di essere il nulla, di contare quanto un misero granellino di sabbia. Io non guardo le stelle. Sono troppo belle e maestose. Io mi limito a mitigare ogni mio sobbalzo, su un foglio con una penna in mano. 
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La realtà mette i brividi, più del freddo. C’è chi cerca di evaderne, chi osa invano di affrontarla e chi – come me – ci rinuncia e si annulla. Ultimamente lascio che le cose succedano, non mi oppongo, né le assecondo. Sto vivendo questa fase di “annullamento”. Okay, forse non sono normale, anzi sicuramente. Ma, insomma, qual è la normalità? E’ un criterio che comprende diverse caratteristiche, che vanno diminuendo, cosicché il cerchio degli individui prima classificati “normali” va a restringersi sempre. Questo è il modo migliore per rimanere solo. Imparate a accettare il mondo per quel che è. Imparate a accettare le persone per quel che sono.
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A volte fantastico con la mente. Lascio che voli, lontano, su. Oltre ogni confine, libera.
Fai ciò che ami e sarai libero. Ama ciò che fai e sarai felice. 
©

2 commenti:

  1. Si si sn io^-^
    spero ke nn ti sia spaventata☠
    cmq lo sai...io sn così!★•.¸¸. ★

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  2. Bè complimenti (:
    Comunque passa qua se vuoi e lascia un messaggio ** http://elena-mysecondlife.blogspot.com/

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